Spartacus: Sangue, sesso e lacrime.

Avevo appena iniziato l’università e avevo deciso di vedere una qualche serie leggera, che non mi prendesse troppo e che mi aiutasse a scaricare la tensione. Mentre cogitavo su cosa vedere mi è venuto in mente che non avevo mai guardato Spartacus, serie famosa per le sue tette e i suoi arti mozzati. Insomma, la serie che cercavo. Eppure ho trovato molto di più. La violenza ci sta, e tanta, ma proprio tanta, ed è rappresentata in modo volutamente esagerato. La quantità di sesso che troviamo in questa serie è anche volutamente esagerata. Non scherzo se dico che così tanto sesso( anche se rappresentato in modo profondamente diverso) l’avevo visto solo in Nymphomaniac. La precisione storica è buttata al vento, basta vedere il nostro cesare rappresentato come un biondino con un fisico da far invidia ai più grandi atleti olimpionici. Diciamocelo, così presentata Spartacus è la serie ignorante per eccellenza. Ma non è solo questo. Spartacus è una serie capace di far provare tantissime emozioni, come poche serie riescono. Per dirne una sola: Nella penultima puntata della terza stagione si vedono i funerali di uno dei più cari amici del nostro protagonista. Quella scena da sola mi ha fatto provare più tristezza mista a rabbia di quanto abbiano mai fatto altre serie tanto osannate che mi ostino a guardare. Potrei citare altri diecimila momenti epici, ma voglio spendere due minuti per parlare di quello che è il punto forte di questa serie. La caratterizzazione dei personaggi. Crisso, Agron, Gannicus, Varro, Barca, Naevia, il mitico Enomao e qualsiasi personaggio abbia più di una battuta è caratterizzato benissimo. Ha una storia, ha un carattere ben delineato, è un personaggio e non un tipo. Certo, poi molti di questi stessi personaggi vengono massacrati senza pieta, infondo si parla di schiavi che si ribellano a Roma dopo essersi fatti le ossa nell’arena, che vi aspettate? Ma nessuna morte passerà inosservata, ogni personaggio vi avrà lasciato qualcosa, sarà impossibile guardare questa serie senza affezionarsi almeno a qualche personaggio, che magari all’inizio vi è apparso come un personaggio ultrastereotipato, ma che poi si è rivelato avere più spessore di molti protagonisti di altre serie. E adesso butto due parole per quello che secondo me è uno dei punti forti di questa serie. I cattivoni. Batiato e Lucrezia sono forse la coppia più malefica di sempre, ma allo stesso tempo è impossibile non affezionarsi a loro. E’ quasi impossibile non amarli dopo aver guardato il Prequel. Sono il male e l’amore, la violenza e la tenerezza, sono quanto di peggiore possa trovarsi in degli antagonisti, perché è impossibile odiarli. E non lo dico solo perché l’attrice che fa Lucrezia è Lucy Lawless, niente meno che la nostra amata Xena. E poi C’è lui, Marco Licinio Crasso, un cattivo con due attributi grandi così, con un fortissimo senso del dovere, ma anche con un ambizione spropositata. Prima ho accennato ad un prequel, una ministagione di sei episodi, prodotta per aspettare che guarisse Andy Whitfield, l’attore che interpretava Spartacus, impegnato in una guerra contro una grave malattia, che purtroppo perderà. Per girare la seconda e la terza stagione l’attore sarà sostituito, ed è inutile dire che il nuovo interprete non riuscirà a raggiungere la bravura del suo predecessore. Forse nello scrivere questa recensione mi sono lasciato andare ai sentimenti, ma credo fortemente che questa sia una serie che vada rivalutata e riscoperta, e non vista solo come un insieme di violenza e tette. E’ molto di più, e va riscoperta, ma forse questo il pubblico di intellettualoidi non lo può capire,loro sono troppo impegnati a capire se Interstellar gli è piaciuto o se lo devono criticare perché è piaciuto alle masse, figurarsi se possono dare una possibilità ad una serie così.

-Paolo Riccio

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