Uno sfogo in difesa del libero pensiero.

In questi giorni si parla tanto(di nuovo) della Diaz. Perché? Perché la corte di Strasburgo ha condannato l’Italia. Non ho proprio la voglia, il tempo e le competenze necessarie per commentare la notizia. Se non siete informati sui fatti, sulla sentenza e su ciò che è successo in quella scuola, prima di continuare la lettura dell’articolo andate a farvi un po’ di cultura personale. Fatto? Bene, era più per voi che per me, dato che qui parleremo di tutto tranne che della Diaz. Diciamo che mi serviva solamente uno spunto per questa mia riflessione, mettiamola così. Avete capito che questo articolo sarà diverso dai soliti, diciamo che è quasi uno sfogo e, allo stesso tempo, un manifesto del mio pensiero, ma è ovvio che la mia esperienza può essere ampliata anche ad altri ambiti e letta sotto diverse chiavi. Spesso mi sono ritrovato a dover difendere una posizione scomoda, da molti giudicata incoerente, prendendo insulti e critiche da destra e da sinistra. Eppure mi sono sempre sentito più coerente io di loro, dato che ho sempre difeso quella che per me è la giustizia, e non tanto le persone che dovrebbero praticarla o che vorrebbero imporla. Per fare un esempio molto pratico, penso che se un poliziotto abusa del suo potere merita di essere punito, ma penso pure che se uno psicopatico prende a sprangate un poliziotto ad una manifestazione non vada di certo elevato ad eroe nazionale. Questa mia visione mi ha portato ad essere chiamato, a volte a distanza di poche ore, sia fascista che comunista, sia anarchico che manettaro. Per carità, queste critiche sono molto divertenti e, raramente, anche costruttive, ma dopo un po’ rompono. Ragion per cui ho deciso di scrivere questo articolo, così da dar voce un po’ a tutte quelle persone che cercano di dire la loro in modo coerente. Magari qualcuno lo legge e improvvisamente si rende conto della propria miopia nel giudicare le opinioni altrui. Per esempio, la critica più stupida e più squisitamente italiana che mi sia mai stata mossa è la seguente: “Ma tu, che vuoi lavorare nello stato e per lo stato, come puoi parlar male di ciò che lo stato fa?” Ecco, qui sembro io incoerente quando critico l’operato della magistratura o della polizia, volendo io stesso entrare a lavorare per loro. E’ difficile capire che è proprio per questo che io le critico così aspramente, forse anche più duramente del dovuto. Prendiamo ad esempio il caso Diaz. I poliziotti erano stremati e distrutti, erano giorni di fuoco durante i quali era successo di tutto. Le violenze non erano mancate da nessuna delle due parti(come se poi fosse effettivamente necessaria tutta questa guerra), e ciò che è successo in quella scuola è stata una rappresaglia vera e propria. Ecco, sono il primo a dire che questa è una delle più grandi vergogne del nostro stato, ma lo dico soprattutto perché io credo in questo stato e credo che le istituzioni per prime debbano difendere la legalità. E quindi la soluzione non è dargli addosso, ma entrarci dentro e cambiare le cose. Ma è evidentemente un pensiero incoerente. Così come è incoerente, nella visione popolare, odiare tutti i rom, i sinti o gli albanesi che rubano, scippano, spacciano, picchiano ma difendere gli stessi a spada tratta quando vi sono le spedizioni punitive, quando vengono picchiati senza ritegno o sono vittime di razzismo. Sicuramente sono in errore io, che odio sia un tipo di comportamento che l’altro, sicuramente sbagliando. Mi sbaglio pure quando difendo in egual modo il diritto di satira, ma anche il diritto di professare la propria religione. Sono entrambe sfaccettature della libertà di pensiero e di parola ma bisogna scegliere, o uno o l’altro, mica si possono difendere entrambi. E’ automatico che se qualche credente se la prende con la satira, o viceversa, allora bisogna schierarsi contro quella religione. Ed è ancora più assurdo difendere tutte le religioni, perché si sa che se per caso ti professi cristiano allora non puoi minimamente sostenere che ci siano dei bravi mussulmani, così come è assolutamente coerente ricercare sempre qualche bravo mussulmano da sbattere in faccia alla stampa quando ci sono notizie di attentati o di minacce, ma se sbaglia un cristiano automaticamente sono tutti dei bigotti. Perché ormai se sei ateo devi odiare tutte le religioni, mica puoi metterti a difenderle comunque, o mica puoi permetterti di non andare contro quella dominante, difendendo quella minoritaria, o viceversa. Che poi credo che questo articolo potrebbe essere profondamente inutile, dato che chi ha una mente abbastanza aperta forse già riusciva a capire queste posizioni prima, mentre non sarà uno sfogo scritto da un giovane studente a far cambiare idea ad una persona chiusa di mente, ma almeno posso dire di averci provato.

-Paolo Riccio

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