Expo Milano 2015 – Il padiglione UK

Expo Milano 2015
Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita
È possibile garantire cibo sufficiente, buono, sano in modo sostenibile per tutti sul pianeta?

In questi miei piccoli interventi, ho deciso di raccontarvi ciò che ho appreso durante un ciclo di conferenze, tenute presso la mia università, con alcuni degli architetti progettisti dei padiglioni che noi tutti fra qualche giorno avremmo l’opportunità di visitare a Expo Milano 2015.

Vi racconto del Padiglione del Regno Unito
The human experience of nature – Conversations between art, architecture and science
Architetto progettista: Wolfgang Buttress

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“Una delle più belle esperienze della mia vita!” così ha iniziato il suo intervento Wolfgang Buttress, vincitore del concorso per la progettazione del Padiglione che rappresenterà il Regno Unito, artista pluripremiato che lavora molto sullo spazio pubblico.

“La prima idea è stata quella di ricreare una biosfera ambientata in un paesaggio ispirato a quello inglese. Il timore di non avere successo era tanto, ma alla fine i nostri sforzi sono stati ripagati!”
Lo studio di architetti che hanno lavorato nel progetto ha riflettuto sull’importanza che l’impollinazione ha acquistato nel mondo vegetale e alimentare e di come questa sia il motivo di crescita e di produzione del 30% del cibo mondiale. Purtroppo però, a causa dei pesticidi, delle monocolture e della mancanza di biodiversità, questa risorsa non viene valorizzata.

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Il progetto si incentra principalmente sulla metafora dell’essere, a sottolineare l’identità dell’uomo che vive nella natura, del verbo “to be” e la somiglianza che questa parola ha con il sostantivo bee, “ape”, animale simbolo di operosità e immagine dell’ambiente che l’architetto ha voluto creare.
L’itinerario nel padiglione simboleggia il viaggio che le api compiono durante la fase di impollinazione, dal frutteto attraverso il prato di fiori selvatici naturali, per arrivare all’alveare (beehive), una sfera dorata, in acciaio, che domina la scena.

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All’interno di questo nido, il progettista ha previsto che i visitatori vengano accolti da vibrazioni e ronzii, per creare un senso di contatto e comunicazione con la natura di questi insetti. Il suono muta a seconda dei diversi momenti della giornata: al mattino, l’alveare è “quiet and meditative”, proprio perché le api non sono ancora all’opera; mentre nel pomeriggio, pulsa di energia e attività.
Wolfgang Buttress ci ha raccontato la sua esperienza con una colonia d’api: ”Inizialmente ero terrorizzato all’idea, poi mi sono accorto, sul posto, che questi animali sono estremamente docili e ho instaurato con il loro ambiente un rapporto stretto”.

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Il progetto si sviluppa in orizzontale, andamento che permette il regolare fluire del flusso di visitatori senza creare code o stalli; la costruzione è leggera e gioca sul contrasto tra pieni e vuoti.
Per quanto riguarda la struttura centrale e punto focale di tutta la costruzione, è stata progettata partendo dall’idea di un grande cubo di 40 cm per 40 cm per 40 cm costruita con listelli di metallo fissati con una corretta angolazione in modo da creare figure esagonali, a ricordare le celle nelle quali viene conservato miele e polline.

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L’idea è quella di creare una struttura le cui componenti si diradano e spariscono verso l’esterno, una struttura solida e al contempo delicata e aerea, “it disappears and reveals itself”.
All’interno di questo cubo è prevista una sfera, un vuoto centrale sul quale i visitatori possano camminare grazie al pavimento vetrato e le “gambe” che lo sorreggono e entrare in un microcosmo naturale che vive e produce energia. Grazie infatti a diversi giochi di luce e movimento, il riferimento visivo sarà il volo di un’intera colonia di api.

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L’idea generale prevede la comunicazione diretta tra arte architettura e scienza, prevede diverse funzioni che si rapportano nella struttura, definita dallo stesso progettista: “space within a space”, spazio nello spazio, ambienti chiusi ma allo stesso tempo connessi con l’esterno e quindi con la natura circostante.
Anche la scelta dei materiali è opportunamente pensata in base al loro ciclo di vita ed in relazione al tema della sostenibilità: tema cardine che ha dato vita all’idea del padiglione e a tutta l’organizzazione di Expo 2015.

“Coltivato in Gran Bretagna e condiviso globalmente” è il motto dei prodotti presentati dal Regno Unito: non solo cibi e bevande veri e propri ma anche nuove tecnologie agrarie e innovazioni raggiunte nel campo alimentare, che mirano al benessere, alla salute e alla sicurezza di ciascun individuo che popola il nostro pianeta.
Gli spazi interni al padiglione con la funzione di intrattenimento mostrano a un pubblico internazionale il contributo del Regno Unito nell’affrontare le sfide globali legate al cibo e presentate da un mondo in continua evoluzione.

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-Lucrezia Rossi