Chi è Dellimellow? Intervista a Domenico Delli Compagni.

Iniziamo con una domanda semplice. Quando e perché hai deciso di aprire un canale su youtube?

Ho iniziato quando non riuscendo ad aprire un mio forum, mi resi conto che sotto alcuni canali youtube che seguivo ai tempi si aprivano belle discussioni e pensai che avrei potuto far diventare il mio canale youtube un forum di discussione i cui topic sarebbero stati i miei video.

Ti aspettavi tutto questo successo?
Onestamente si, il livello culturale della community é veramente basso e anche chi in teoria finge di fare pseudo tg in realtá é solo un lettore di notizie quindi sapevo che certi argomenti trattati in un certo modo alternati con argomenti legati al mezzo in cui li divulgavo mi avrebbero fatto seguire da un bel pubblico.
Ci tengo a precisare che per me il canale é di successo non per i numeri che ha raggiunto (30 mila iscritti e 5 milioni di views) ma per gli utenti che mi seguono e che hanno un particolare rapporto di amore e odio con me.

Quali sono le prime difficoltà che hai incontrato?

All’inizio la youtube che contava era formata da due cerchie, quella di Roma (molto chiusa) e quella di Torino che al contrario dell’altra aveva un rapporto verticistico con un capetto non carismatico ma popolare e i vassallini al seguito, ecco diciamo che feci un video che mise a nudo il re, non tanto per i contenuti del video ma per le reazioni che ci furono facendo capire la natura di certi personaggi che sui loro profili discutevano di come isolare me e chiunque avesse collaborato con me, ringrazio Roby Manfro che in quel periodo stava venendo fuori molto bene, di non aver ceduto alle pressioni di questi mafiosetti da tastiera che invitavano gli youtuber a nom collaborare con me.

Da fruitore di YouTube ho spesso letto critiche amare verso determinati youtuber, solitamente quelli con un maggior numero di iscritti, che venivano accusati( come se poi ci fosse da vergognarsi) di guadagnare attraverso i loro video. Il tubo è effettivamente una fonte di guadagno, oppure è un utopia pensare che ci si possa mantenere solo attraverso i video?

Il tubo con le views e basta puó essere fonte di guadagno per pochi ma con le opportunitá esterne anche un canale da 5 mila iscritti puó economizzare la sua attivitá, chi accusa gli youtuber di essere money grabber sono i primi ad essere corsi su TSU a chiedere l’elemosina.

Passiamo adesso a parlare della community di YouTube, secondo te quali sono le sue principali pecche e quali sono i suoi punti di forza?

La pecca é il pubblico troppo immaturo e che é l’80% degli utenti attivi (quelli che si iscrivono, interagiscono e lasciano like o condividono) questo porta gli youtubers ad assecondare gusti e idee di questi giovani idioti che finiranno a rincitrullirsi davanti a gameplay di affaristi senza scrupoli o a video dal basso valore contenutistico ed intrattenitivo.

Nella tua carriera hai trattato argomenti più svariati, dalla cucina alla cultura Rom, dal gioco d’azzardo ai fumetti( spesso ricevendo anche una massiccia dose di insulti), mantenendo sempre una certa costanza nel pubblicare video. Da dove ti vengono tutte queste idee?

Sono molto curioso e ascolto molto le persone il che mi permette di poter trovare una chiave per parlare di tutto, il che non vuol dire parlarne bene ma trovare un modo per discuterne e da li apprendere da chi ne sa, come in un forum appunto.

Ultimamente spuntano ogni giorno nuovi canali, e spesso non sono altro che banali imitazioni di altri più famosi. Cosa pensi di questo fenomeno?

Che tutti i big di youtube sono nati imitando, alcuni come shy e favij addirittura continuano a farlo senza la minima personalizzazione quindi ben venga questo tipo di “palestra”.

Pare che YouTube voglia dare la possibilità di pagare un abbonamento mensile ai suoi utenti facendo in modo che essi usufruiscano di un sito libero da pubblicità, mentre per gli altri il servizio rimarrà invariato. Cosa te ne pare? Credi che sia possibile che prima o poi questa piattaforma diventi a pagamento per tutti?

A pagamento per gli utenti non credo ma che i creatori di contenuti dovranno pagare per alcuni servizi lo vedo probabile.

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-Paolo Riccio

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